{"id":101,"date":"2012-08-13T08:50:23","date_gmt":"2012-08-13T08:50:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ventodorientedojo.it\/livorno\/?page_id=101"},"modified":"2025-09-13T09:07:48","modified_gmt":"2025-09-13T08:07:48","slug":"karate","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/ventodorientedojo.it\/livorno\/arti-marziali\/karate\/","title":{"rendered":"Karate"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"fontzero\">Karate<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-239\" title=\"Karate\" src=\"http:\/\/ventodorientedojo.it\/livorno\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/karate.png\" alt=\"Karate\" width=\"194\" height=\"32\"><\/h1>\n<h3>Orario Corsi<\/h3>\n<table class=\"orariocorsi\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>&nbsp;<\/th>\n<th>Bambini (scuola elementari)<\/th>\n<th>Scuole Medie &#8211; Adulti<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marted\u00ec &#8211; Gioved\u00ec<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">17:30 &#8211; 18:30<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">18:30 &#8211; 20:30<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3>Quote associative<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table class=\"prezzi\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>Iscrizione C.S.E.N.<\/th>\n<th>Quota mensile<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">30 \u20ac\/anno *<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">55 \u20ac\/mese<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>* copertura assicurativa base inclusa (<a href=\"https:\/\/www.csen.it\/component\/phocadownload\/category\/8-estratti-polizze.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo i massimali C.S.E.N.<\/a>)<\/p>\n<div class=\"istruttori\">\n<h3>Istruttori<\/h3>\n<p>Giacomo Santaniello, 5\u00b0 dan (certificato dal CONI)<br \/>\nAniello Notaro, 3\u00b0 dan (certificato dal CONI) (<a href=\"http:\/\/ventodorientedojo.it\/livorno\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/curriculum-KARATE-PITBULL.odg.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">curriculum vitae<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"disciplina\">\n<h3>Disciplina<\/h3>\n<p>Karate (\u7a7a\u624b) \u00e8 un&#8217;arte marziale sviluppata nelle Isole Ryukyu, (oggi Okinawa), in Giappone. Fu sviluppato dai metodi di combattimento indigeni chiamati: te (\u624b letteralmente: &#8220;mano vuota&#8221;) e dal kenp\u014d cinese. Prevede la difesa a mani nude, senza l&#8217;ausilio di armi, anche se la pratica del Kobudo di Okinawa, che prevede l&#8217;ausilio delle armi tradizionali (Bo, Tonfa, Sai, Nunchaku, Kama), \u00e8 strettamente collegata alla pratica del Karate. Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato della sua componente marziale e finalizzata ai risultati competitivi tipici dell&#8217;agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale. Nel passato era studiato e praticato solo da uomini, ma col passare dei secoli anche le donne si sono avvicinate a questa disciplina.<\/p>\n<p>Il Karate fu sviluppato nel Regno delle Ry\u016bky\u016b prima della sua annessione al Giappone nel XIX secolo. Fu portato sul continente giapponese durante il periodo degli scambi culturali fra i nipponici e gli abitanti delle Ryukyu. Nel 1922 il Ministero dell&#8217;Educazione Giapponese invit\u00f2 Gichin Funakoshi a Tokyo per una dimostrazione di karate. Nel 1924 l&#8217;Universit\u00e0 Keio istitu\u00ec in Giappone il primo club universitario di Karate, e nel 1932 tutte le maggiori universit\u00e0 avevano i loro club. In un&#8217;epoca di crescente militarismo giapponese, il nome fu modificato da mano cinese (\u5510\u624b) a mano vuota (\u7a7a\u624b)\u2013 che in entrambi i modi viene pronunciato karate \u2013 ad indicare che i nipponici svilupparono una forma di combattimento di stile giapponese. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Okinawa divenne un importante sito militare statunitense, ed il Karate popolare tra i soldati stanziati sulle isole.<\/p>\n<p>Shigeru Egami, capo istruttore del Dojo Shotokan, riteneva che &#8220;la maggior parte dei sostenitori del karate nei Paesi oltre mare vedeva questa disciplina solo come una tecnica di combattimento. Film e televisione rappresentavano il karate come un modo &#8220;misterioso&#8221; di combattere, capace di causare la morte o il ferimento dell&#8217;avversario con un singolo colpo. I mass media lo rappresentavano come una pseudo arte lontana dalla realt\u00e0.&#8221; Sh\u014dshin Nagamine disse: &#8220;Il Karate pu\u00f2 essere considerato come il conflitto in se stessi, o come una maratona lunga tutta la vita che pu\u00f2 essere vinta solo attraverso l&#8217;autodisciplina, il duro allenamento e i propri sforzi creativi.&#8221;<\/p>\n<p>Nato come arte marziale che insegna il combattimento e l&#8217;autodifesa, con il tempo il karate si \u00e8 trasformato in filosofia di vita, in impegno costante di ricerca del proprio equilibrio, in insegnamento a &#8220;combattere senza combattere&#8221;, a diventare forti modellando il carattere, guadagnando consapevolezza e gusto nella vita, imparando la capacit\u00e0 di sorridere nelle avversit\u00e0 e di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verr\u00e0 compreso appieno, sostengono i suoi estimatori, l&#8217;allievo potr\u00e0 essere veramente libero e realizzato.<\/p>\n<p>Karate &#8211; &#8220;arte della mano vuota&#8221;<\/p>\n<p>Kara significa aperto, spazio vuoto, immagine del vuoto. Te \u00e8 la rappresentazione di una mano visto di mezzo profilo, ma \u00e8 anche il fonema di attivit\u00e0, di tecnica e di arte. La parola giapponese kara-te, nel complesso, si compone di vuoto e pugno, non il vuoto in s\u00e9, ma in relazione ad un lavoro, ad un&#8217;attivit\u00e0, cio\u00e8 mettersi all&#8217;opera per fare il vuoto. Il termine zen ku, che indica il vuoto dell&#8217;anima, pu\u00f2 essere pronunciato anche &#8220;kara&#8221;.<\/p>\n<p>Questi concetti suggeriscono che il praticante di karate dovrebbe allenare la propria mente affinch\u00e9 sia sgombra, vuota da pensieri di orgoglio, vanit\u00e0, paura, desiderio di sopraffazione; dovrebbe aspirare a svuotare il cuore e la mente da tutto ci\u00f2 che provoca preoccupazioni, non solo durante la pratica marziale, ma anche nella vita. Si pu\u00f2 quindi riassumere che il karate \u00e8 un&#8217;arte; una disciplina che si applica a mani nude, di origine giapponese e che rafforza il corpo e lo spirito.<\/p>\n<p>&#8220;Come la superficie di uno specchio riflette qualunque cosa le stia davanti, cos\u00ec il karateka deve rendere vuota la sua mente da egoismo e debolezze, nello sforzo di reagire adeguatamente a tutto ci\u00f2 che potrebbe incontrare.&#8221; G. Funakoshi<\/p>\n<p>Storicamente ad Okinawa, patria di quest&#8217;arte marziale, pur essendo in uso l&#8217;accezione karate, pi\u00f9 spesso si adoperavano altre parole: te o bushi no te (mano di guerriero).<\/p>\n<p>Nagashige Hanagusuku, maestro di Okinawa, us\u00f2 il carattere giapponese per &#8220;mano vuota&#8221; nell&#8217;agosto del 1905. Ci\u00f2 richiama anche il fatto che questa forma di autodifesa non fa necessariamente uso di armi.<\/p>\n<p>La cintura nel karate \u00e8 un riferimento che indica l&#8217;abilit\u00e0, attestata dal superamento di appositi esami, nella pratica della disciplina di chi la indossa.<\/p>\n<p>Nel 1924, Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan, adott\u00f2 il sistema dei dan dal fondantore dello judo, Jigoro Kano. Egli us\u00f2 un sistema di gradi con un set limitato di colori di cintura. Anche gli altri insegnanti di Okinawa adottarono questa pratica. Tuttavia il sistema di gradazione delle cinture pu\u00f2 variare a seconda dello stile. Nel sistema ky\u016b\/dan i gradi per principianti cominciano con un ky\u016b numerato in maniera crescente,(ad esempio 9 ky\u016b) ed avanza in maniera decrescente fino al ky\u016b di numero pi\u00f9 basso. Il dan inizia col 1 dan (Shodan, o &#8220;cominciando a dan&#8221;) sino a giungere ai dan di grado pi\u00f9 elevati. I gradi sono assegnati come una &#8220;cintura di colore&#8221; o mudansha (&#8220;uni senza dan&#8221;). I karateka con grado di dan sono assegnati come yudansha (&#8220;possessori del rango di dan&#8221;). Il yudansha porta tipicamente una cintura nera. I requisiti dei ranghi differiscono fra stili, organizzazioni e scuole. La minima et\u00e0 e il tempo nei gradi sono fattori promozione importanti.<\/p>\n<p>L&#8217;esame consiste nel dimostrare le tecniche di fronte ad una commissione di esaminatori. Questa varia da scuola a scuola, ma l&#8217;esame pu\u00f2 includere tutto ci\u00f2 che si \u00e8 imparato fino a quel punto oppure nozioni nuove. La dimostrazione \u00e8 una domanda per grado nuovo (shinsa) e pu\u00f2 includere: kata, bunkai, l&#8217;autodifesa, routine, tameshiwari (&#8220;rompendo&#8221;), e\/o kumite (combattimento). L&#8217;esame di cintura nera pu\u00f2 includere anche una parte scritta.<\/p>\n<p>I colori delle cinture sono sette, corrispondenti a diversi livelli di &#8220;ky\u016b&#8221; e &#8220;dan&#8221;.<\/p>\n<p>Livelli di &#8220;ky\u016b&#8221;:<\/p>\n<ul>\n<li>cintura bianca<\/li>\n<li>cintura gialla<\/li>\n<li>cintura arancione<\/li>\n<li>cintura verde<\/li>\n<li>cintura blu<\/li>\n<li>cintura marrone<\/li>\n<\/ul>\n<p>Livelli di &#8220;dan&#8221;:<\/p>\n<ul>\n<li>cintura nera<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le classificazioni per i ky\u016b variano da federazione a federazione, ed esistono, presso alcune scuole, ulteriori cinture intermedie (bianca, bianco-gialla, gialla, gialla-arancione, arancione, arancione-verde, verde, verde-blu, blu, blu-marrone, marrone, marrone-nera). Dopo la cintura marrone si passa a cintura nera che rimane tale al raggiungimento di gradi superiori (dan), dal 1\u00ba in poi, anche se \u00e8 possibile trovare federazioni che utilizzano la cintura bianco-rossa per il 6\u00b0, 7\u00b0, 8\u00b0 dan e rossa per i 9\u00b0 e 10\u00b0 dan. L&#8217;ideogramma dan si trova anche nella parola shodan, che significa &#8220;principiante&#8221;, per dimostrare come l&#8217;aver impiegato alcuni anni per diventare cintura nera sia davvero poca cosa in confronto a tutti gli anni di allenamento che aspettano. Generalmente, dopo il 6\u00ba dan, il grado viene assegnato solo per meriti speciali e non pi\u00f9 in seguito ad esami, anche se il modo in cui vengono rilasciati i pi\u00f9 alti gradi dan pu\u00f2 variare da federazione a federazione. Per i gradi pi\u00f9 elevati non viene valutata solamente la mera capacit\u00e0 tecnica raggiunta ma soprattutto le doti di esperienza, didattica, organizzazione, sviluppo e dedizione a quest&#8217;arte marziale.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 sottolineare come il formalismo relativo al vestiario e alle cinture inizi\u00f2 solamente con lo sviluppo di massa del karate e quindi con la sua commercializzazione, soprattutto in occidente. Alle origini, il karate era praticato con i vestiti quotidiani, spesso solamente con la biancheria intima e non esistevano le graduatorie per cinture. Da molti praticanti di karate tradizionale, la cintura \u00e8 considerata un simbolo di un certo livello di conoscenza e di percorso ma non possiede certo un valore meramente di grado.<\/p>\n<p>In origine la cintura era solo bianca. Con il passare del tempo, a furia di utilizzarla, essa si sporcava e di conseguenza si anneriva. Perci\u00f2 pi\u00f9 una cintura era nera, ovvero sporca, pi\u00f9 significava che veniva indossata da molto tempo; ci\u00f2 significava che uno con la cintura nera praticava il karate da molto e quindi era bravo, mentre uno con la cintura bianca era agli inizi. Da qui ha avuto origine la colorazione delle cinture bianca e nera e in seguito tutte le colorazioni intermedie in ordine cromatico.<\/p>\n<p>(fonte Wikipedia)<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Karate Orario Corsi &nbsp; Bambini (scuola elementari) Scuole Medie &#8211; Adulti Marted\u00ec &#8211; Gioved\u00ec 17:30 &#8211; 18:30 18:30 &#8211; 20:30 Quote associative &nbsp; Iscrizione C.S.E.N. 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